Alvi Trail: perche'/ why

Mark Harber, UK 

   

The Avil trail is more than a trail race, firstly the organisation ensures that you become part of a family over the eight days. After entering this experience I soon became immersed in the landscape food and character of the Liguria region of Italy. The eight days provide you with ever changing sights of this beautiful part of Italy. Each corner turned on the trail provided me with another memory to store. The friendly atmosphere of both the race staff and other competitors reminded me of what I love about trail running. Everyone was equal, and time was irrelevant. Egos were left at home and we all end up sharing in our personal accomplishments We could truly just run for ourselves, within ourselves for our own reasons in that moment on that day.

This is not a race to be asked afterwards "what was your your time" It's more about the human experience, of sharing an adventure sharing nature and most of all sharing friendship.

Basically, we were all together sharing the same trail with different personal experiences, each runner competitor and volunteer supported each other through eight days of our lives. Eight days of the ultra marathon of life.

Ita Emanuela Marzotto

I did the first edition this year and it was really fantastic!You do not have to carry all your stuff , the organisation moves it for you , so you can change and shower at the end of each stage . Eat well in all the villages at the end of each stage . They give partecipante local specialities at each village also to take home ! (Like wine , oil, biscuits , pesto..::)It crosses the whole region of Liguria from west to east in this path called the Alta Via Ligure , incredible sceneries ! Think about it !!!



Fiorella D'Avola

Correre L' Alvi Trail e proverete: stupore, davanti a paesaggi inaspettati; condivisione, con persone che sono lì come voi per divertirsi e cimentarsi in una impresa unica, ognuno secondo il proprio obiettivo; soddisfazione, per la caparbia che dovrete dimostrare se vorrete superare il vostro limite.


Andrea Tozzato

L'alvi trail é stata l'occasione per mettermi alla prova con un percorso davvero affascinante e tecnico . Un viaggio introspettivo che mi ha fatto incontrare nuovi amici faticando assieme lungo i sentieri . Ottimo terzo tempo .


Corrado Ratti 

Volevo fare un viaggio in solitaria e ALVITRAIL ha catturato la mia attenzione, poi Renzino ha fatto il resto e così mi sono trovato iscritto alla gara. Più che prima edizione io parlerei di edizione ZERO nata per la volontà di 2 pazzi scatenati Luciano Bongiovanni (Bon Jovi) e Roberto Giordano che grazie alla lorò buona volontà hanno messo insieme una organizzazione casereccia. Il termine non vuole essere spregiativo, anzi vuole sottolineare la genuinità delle persone coinvolte che con pochi mezzi e tanta iniziativa ci hanno permesso di vivere questa esperienza. Il resto lo ha fatto il gruppo, 23 persone che giorno dopo giorno hanno cementato una amicizia sincera che con alcuni di loro è diventata profonda.

Il percorso è bellissimo e il caldo dei primi giorni lo ha reso particolarmente duro anche se i dislivelli non erano particolarmente impegnativi, mentre nelle ultime 2 tappe abbiamo finalmente assaporato la vera montagna. Stupendo!!!
Abbiamo percorso km e km, alla fine sono esattamente 370, nel nulla più assoluto neille foreste più estese d'Italia seguendo i segnali dell'alta Via, perdendoci spesso e volentieri, ma con buona attenzione e aiutati dal GPS ce la siamo sempre cavata. Problematica è la mancanza totale di acqua e le strutture ricettive sono ridotte al minimo e purtroppo tante volte chiuse.
Tante piccole pecche organizzative ma mai nessuna lamentela anzi sempre massima collaborazione e questo a mio giudizio ha fatto la differenza e ha creato un clima sereno e costruttivo.
Correre una gara a tappe è sicuramente meno stressante di una ONE SHOOT e alla sera ho sempre apprezzato gli eventi proposti dall'organizzazione e i momenti conviviali hanno fatto la differenza.
Menzione speciale per Paolo Piano, Mauro Giraudo e Katia Figini, veri TOP runner.


Katia Figini

L’Alvi Trail Liguria mi ha dato molto e sono sicura sarà una gara che avrà sempre più seguito. Questa è stata la prima edizione e sicuramente ci sono delle cose da aggiustare. Ma so anche che i bravi e umanamente splendidi organizzatori, Luciano Bongiovanni e Roberto Giordano, renderanno questa manifestazione una delle più belle nel panorama trail Italiano. Ci vediamo all’edizione 2018. Buone corse! 


Marco Kanobelj

L’Alta Via dei Monti Liguri mi ha sempre dato tanto: suggestioni meravigliose di gite fatte in tutte le stagioni dell’anno, allenamenti intensi, escursioni notturne alla luce della frontale. Non c’è che dire: per un ligure e amante dell’outdoor in generale quel segnavia biancorosso con la scritta AV al centro è qualcosa di familiare.

Con queste premesse, come avrei potuto restare insensibile al richiamo di una sfida come l’Alvi Trail 2017? 370 chilometri da Portovenere a Dolceacqua, 14.000 metri di dislivello, otto tappe. Per uno come me, amante dell’endurance dai tempi degli Ironman per arrivare al Tor des Géants, si trattava e si tratta di un appuntamento imperdibile. Nell’edizione appena archiviata mi sono tolto la grande soddisfazione di salire sul podio sul gradino immediatamente inferiore quello di due fenomeni del trail running come Paolo Piano e Marco Giraudo. Da quel che sento dire della prossima edizione 2018 (percorso aumentato a 400 chilometri, direzione di corsa opposta da Dolceacqua a Portovenere), la gara si fa ancora più intrigante. Inutile dire che io ci sarò, entusiasta di vivere un’altra straordinaria avventura sui sentieri dei monti liguri. 


Renzo Moltrasio

Lo scorso anno avevo seguito la prima tappa e quando quest'anno è partita l'apertura alle iscrizioni mi sono detto perché non provare. Ho avuto l'opportunità di conoscere un entroterra ligure fantastico, luoghi impensabili se non ci vai a piedi. Ospitalità delle località di tappa tipica italiana, disponibilità cortesia e tante cose buone da mangiare. Non scrivo queste cose perché Roberto e Luciano sono amici ma perché è la verità. Un appuntamento da non perdere il prossimo anno e un grande in bocca al lupo a due persone che si sono messe in gioco alla grande

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